Oggi, prima.
"Questa mattina, appena in piedi, mi sono guardata allo specchio. Ero un'altra: ho visto un'espressione che non conoscevo, uno sguardo che mi nascondeva qualcosa. Non ero io, o almeno non quella che riconosco volentieri; ero invece la rappresentazione di quello che vorrei evitare" (M. Vitti)
mercoledì 27 luglio 2011
impenetrabile
Sono i momenti della mia bolla, quando mi siedo a terra e mi perdo nei miei pensieri rallentando il respiro. Quando la mia solitudine è cercata e voluta e non è una fuga. Quando le labbra sono più facilmente piegate in un sorriso e semplicemente mi trovo bene con me. Quando le note mi si avvolgono intorno e sento il ritmo della musica accordarsi col mio ritmo. Quando sento le piante dei piedi e i palmi delle mani che cercano il pavimento.
Oggi, prima.
Oggi, prima.
sabato 16 luglio 2011
giornata del cazzo (scusate ma non trovo altro titolo)
Stanotte si è suicidato un ragazzo che viene tutti i giorni in biblioteca da me. Ieri ci siamo salutati, giovedì ci siamo salutati, mercoledì ci siamo salutati, martedì o lunedì gli ho fatto un prestito interbibliotecario e ci siamo scambiati due battute, la settimana scorsa ci siamo salutati tutti i giorni e mi sembra che gli ho fatto anche la cazziata amichevole che non si entra da quella porta lì ma da quella giù. E così è andata per settimane e per mesi, per anni forse. Tra poco ci laureavamo. Che alla fine li vedi per tutto il loro percorso di studi che ti sembra di laurearti di nuovo anche a te quando succede. Nove su dieci te li vedi arrivare con lo spumante, i bicchierini di plastica e il vestito bello un'ora dopo aver finito la discussione. E a noi piace moltissimo questo perché ti senti di aver creato una casa, un luogo dei rapporti oltre che dello studio. Ecco stanotte questo ragazzo qui ha avuto il buio e il coraggio per dire io scendo, che un coraggio della madonna ci deve volere in quel momento lì. Stamattina ce ne sono altri alla macchinetta del caffé, chi con gli occhi cerchiati di rosso, chi con lo sguardo nel vuoto, chi invece incazzato come una belva.
Con le mie colleghe siamo qui e c'è un'aria strana. Per l'ennesima volta ti accorgi che la gente ti frega con un sorriso. Perché Francesco a me ha sorriso tutta la settimana. Forse tutti avremmo dovuto guardargli un po' di più gli occhi.
Con le mie colleghe siamo qui e c'è un'aria strana. Per l'ennesima volta ti accorgi che la gente ti frega con un sorriso. Perché Francesco a me ha sorriso tutta la settimana. Forse tutti avremmo dovuto guardargli un po' di più gli occhi.
venerdì 15 luglio 2011
chi trova un'amica trova un tesoro
Apro la posta e niente volevo dirvi a tutti che io ho delle belle amiche. Ma belle proprio. Senza aggiungere troppe parole che a volte le parole sono superflue sono proprio belle. Belle belle.
giovedì 14 luglio 2011
sembreranno cazzate
Ognuno ha la sua madeleine o forse ognuno ha le sue madeleine perché sono più di una le cose che all'improvviso sono capaci di far partire i ricordi. Stamani ero in macchina e a un tratto mi sono ritrovata in Sardegna, ho sentito l'odore del mare e la mia voce di trent'anni fa che cantava la stessa canzone che stava passando alla radio in quel momento. Mi sono messa a cantare e le due voci viaggiavano insieme. A un tratto c'erano Loretta, Valentina, c'erano i miei giovani giovani, c'erano Marco, Matteo, Lorenzo, Enrico. C'era lo spiazzo del cancello nel campeggio di Vignola che non ha niente ma proprio niente di speciale ma che per me è tra i luoghi più belli al mondo. Pochi anni fa ci sono tornata ed era ancora tutto lì. C'era la notte del mondiale '82 e i gavettoni. C'erano gli occhi di Santa Lucia sulla spiaggia. C'era Marta che non c'è più e per un secondo ci siamo sorrise. Pagherei oro per un sorriso vero. C'era la parte più bella di me in una canzone, quella parte che cerco cerco ma spesso non trovo più.
Sembreranno cazzate, ma a me queste cazzate mi fanno andare avanti.
Sembreranno cazzate, ma a me queste cazzate mi fanno andare avanti.
martedì 5 luglio 2011
senza titolo (brano)
"Non ci lasciamo. Non riusciamo a lasciarci. Ci è impossibile separarci. Siamo gli amanti nuovi. Siamo sfiniti e felici. Non so per quanto tempo restiamo nella mia stanza le cui persiane lasciano filtrare la luce calda di una bella giornata. Non so dire per quanto tempo riestiamo distesi l'uno accanto all'altro fra le lenzuola che s'impregnano del nostro odore, del nostro calore. So che potrebbe durare sino alla fine della guerra, che potrebbe durare fino a sera. E' una follia, un impeto, qualcosa che sommerge. E' una rivelazione, una predestinazione, qualcosa che s'impone. E' una gioia, una dolcezza, qualcosa che mette voglia di piangere. Ascolto l'armonia delle tue frasi. Non dico niente. Ho gli occhi spalancati. La mia fronte è imperlata di sudore. La mia attenzione è tutta concentrata su di te. Non c'è posto per nient'altro assolutamente. Non dico nulla. Non voglio pronunciare parole che non sarebbero all'altezza di questo evento. Tu sei il primo uomo"(P. Besson, Un amico di Marcel Proust, Parma 2005, p. 39)
Iscriviti a:
Post (Atom)