sabato 22 novembre 2008

tragitti necessari

Non c'è uomo, per quanto saggio, - mi disse, - che non abbia in un dato periodo della sua giovinezza pronunciato parole, o anche condotto una vita, il cui ricordo non gli sia spiacevole e che desidererebbe abolire. Ma non deve assolutamente rimpiangerlo, perché non può esser certo divenuto saggio, nella misura in cui questo è possibile, se non è passato attraverso tutte le incarnazioni ridicole o odiose che devono precedere quest'ultima incarnazione. So che ci sono giovani, figli e nipoti di uomini distinti, cui i precettori hanno insegnato la nobiltà dell'animo e l'eleganza morale fin dal collegio. Essi non hanno forse nulla da rinnegare della loro vita, potrebbero pubblicare e firmare tutto quel che hanno detto, ma sono dei poveri spiriti, discendenti sfibrati di dottrinari, e la cui saggezza è negativa e sterile. Non si riceve la saggezza, bisogna scoprirla da sé, dopo un tragitto che nessuno può fare per noi, né può risparmiarci, perché essa è una visuale sulle cose. Le vite che ammirate, le attitudini che giudicate nobili, non sono state predisposte dal padre di famiglia o dal precettore; sono state precedute da esordi ben diversi, hanno subito l'influsso del male o della banalità che regnavano intorno a loro. Rappresentano una lotta e una vittoria. Comprendo che l'immagine di quel che siamo stati in un primo periodo non sia più riconoscibile e sia in ogni caso sgradevole. Non va però rinnegata, perché è una prova che abbiamo veramente vissuto, che secondo le leggi della vita e dello spirito, abbiamo tratto dagli elementi comuni della vita, della vita «studi» e delle conventicole artistiche, se si tratta di un pittore, qualcosa che li supera.
(M. Proust, All'ombra delle fanciulle in fiore)


In questa opera così immensa da incutere quasi paura che è la Recherche credo che ognuno trovi la parte migliore e peggiore di sé. E' forse per questo motivo che mi incanta? Non lo so, però vado avanti perché a questo punto mi ha pienamente catturata e so già che alla fine mi mancherà.

5 commenti:

marcella ha detto...

La Recherche è il mio libro della vita: incontrato per caso a 18 anni e riletto non so più quante volte, nei successivi 24 :) In queste sere sono proprio queste pagine qui a farmi compagnia prima del sonno. Hai perfettamente ragione, nella Recherche c'è quasi tutto, il meglio e il peggio di ognuno, e quel che è veramente magico è che ci trovi cose sempre diverse, ogni volta che ci ritorni.

mastrangelina ha detto...

ciao marcella, io invece ci sono arrivata tardi a questa lettura. Pur leggendo molto non trovavo il coraggio. Poi mi sono legata ad un mini gruppo di lettura e ho iniziato. Il mini gruppo di lettura si è sfasciato neppure a metà del primo volume ma io sono così catturata da questo modo di raccontare che me lo sto gustando. So già che quando sarò alla fine mi mancherà e so già che arriverà il momento che avrò voglia di rileggerlo. Su una cosa credo proprio tu abbia ragione. Troverò ogni volta qualcosa di più, qualcosa di diverso... ciao f.

Anonimo ha detto...
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