martedì 17 novembre 2009

moltiplicazioni

A casa mia avvengono strane moltiplicazioni. Talvolta torno, apro il frigo, sgrano gli occhi, lo richiudo e poi lo riapro. E dove c'era un pomodoro ce ne sono una decina, a volte persino venti. Dove c'era una mezza insalata ci sono foglie a perdita d'occhio. Per non parlare delle zucchine d'estate che quelle passa un periodo che non gli stai dietro. Non serve che le dividi maschi da femmine si accoppiano e si moltiplicano. E tu mangi zucchine e rimangi zucchine e ti spremi il cervellino per fartele ogni volta in maniera diversa. Poi arriva un momento che credi di averle fregate, un giorno che magari te ne è rimasta una sola e allora vai al lavoro tranquilla solo che quando torni la stronza si è moltiplicata. E tu hai voglia a ricominciare la storia, quella ti fregherà ancora e ancora. Il vino? ecco a casa mia si moltiplica anche quello. Che poi il vino è educato. Tu gli fai trovare le bottiglie vuote in casa e lui si moltiplica, si imbottiglia, scende le scale e va in cantina. Davvero un bravo ragazzo il vino. Deve essere amico dell'olio perché anche lui fa così, però lui, l'olio, preferisce spazi più ampi e si accomoda nelle stagnine. Ora poi l'altra settimana l'olio mi ha fatto una bella sorpresa e ha invitato il fratello nobile a casa: l'olio novo. E quello è proprio un gran figo, ha un colorito pazzesco. Vedere per credere. Ora speriamo che anche lui prenda il ritmo e si riproduca presto che presa da un attimo di passione in questi giorni l'ho un po' consumato. E che dire delle lasagne? quelle nel freezer si accoppiano come ricci. Pensi di averle finite e vai ad aprire e te le ritrovi lì che ti ammiccano e ti strizzano l'occhiolino. E fa niente che tu gli dici sono a dieta ti rimane l'immagine impressa nella memoria, come una musichetta ammaliante che da casa ti spinge a scendere fin lì. Ma che ho fatto? ho detto freezer? che parola quella, lì dentro ci deve essere l'habitat adatto alla riproduzione. Ieri sono scesa, l'ho aperto e vi giuro che mi è preso un colpo. I funghi hanno figliato, le zucchine (sì le stronze sono anche lì) hanno esagerato, il coniglio... che vi sto a dire del coniglio quello è famoso per certe cose. E i fagiolini? anche loro quei traditori prendevano e uscivano da ogni spazio ho durato una fatica bestiale per tenerli a bada. Per non dire del resto che presa dallo spavento mi sono dovuta sedere sul coperchio per riuscire a chiudere per bene.
Casa mia a stargli dietro è una fatica vi giuro, c'è indisciplina.

Poi ieri sera, prima di cena, mi ha telefonato il mio moltiplicatore personale che quello da quando ha mandato a quel paese l'ufficio e si è dato alla vita contadina è diventato bello proprio e mi ha detto: sono passato da casa tua in questi giorni... e io: ma và! sul serio? mica mi ero accorta..

lunedì 16 novembre 2009

isole

Ci sono libri che appena ti entrano negli occhi fanno il tuffo e vanno diritti in pancia. Non ci passano neanche per la testa, prendono quella strada lì in discesa e appena arrivano a destinazione iniziano a fare le bollicine, a grattare, a tirare calci, a gonfiare, a risucchiarti. Ti entrano in pancia e fanno di te quello che vogliono. Così hanno fatto con me all'alba di una domenica mattina le isole di Erri De Luca. L'ho aperto e mi è sembrato di aprire il rubinetto. Non ero arrivata a metà prima pagina che mi è uscita una lacrima, ma non una lacrima qualunque. No. Una di quelle lacrime che se solo provassi a misurarle ti ci riempiresti un bicchiere. Eppure non sono racconti tristi. Le storie scorrono rapide, non c'è malinconia, non c'è inquietudine. C'è il sole, c'è il mare, c'è la salsedine, ci sono i calli sotto i piedi che tanto mi avevano fatto sorridere leggendo l'infanzia di Fosco Maraini, c'è la guerra, c'è un Ulisse contemporaneo e un'Atena che incatena con gli occhi. Ci sono i ricordi e io non so perché mentre mi perdo nei ricordi degli altri, sento sempre riaffiorare i miei. Mi era già successo in altre occasioni, anche se quelli erano ricordi di neve. E più sono belli i ricordi e più mi finiscono in pancia e grattano. C'è del perverso in questo. Di questo libro mi hanno colpito il mare, il sale, mi hanno colpito i pomeriggi in acqua fin quasi a trasformarsi in pesci, i piedi sulla sabbia e sugli scogli, i bucatini ribelli al sugo di coniglio di Luigi. Ma soprattutto mi ha colpito il sentimento dell'isola, di uno sguardo che gira tutto intorno a trecentossessanta gradi, il sentire una forza che proprio dalle piante dei piedi, dalle narici, dagli occhi e dalla pelle è capace di pervaderti e invaderti. Mi ha colpito la capacità di sentire al di là della ragione, di percepire attraverso vibrazioni più interne. Su tutto l'amore per un'isola, l'isola delle estati che non è però l'isola della villeggiatura. Auguro a tutti di trovare un'isola così . Io sono fortunata e ce l'ho. O forse non sono fortunata, ma per una volta sono stata soltanto brava che l'ho ascoltata e l'ho trovata.

* L'isola è una conchiglia : racconti / Erri De Luca. - Capri : La Conchiglia, 2008. - 49 p. - (Diodora. I libri delle isola ; 2). - ISBN: 9788860910813

martedì 10 novembre 2009

un milione di ricordi

oggi, tutti in testa, tutti insieme.

sabato 7 novembre 2009

ieri festa

Ieri è stata un giornata di quelle che se una si metteva a pensare a tutte le cose che aveva da fare non si alzava neanche dal letto. A una a una le ho fatte tutte, solo che fino a un certo punto mi ero dimenticata della più importante. Mentre ero a fare la lettura però ho avuto come un lampo improvviso. Mi sono girata verso la mia capa che era lì con me e le ho detto: oggi c'è la festa della Loretta. E lei ha sgranato gli occhi che da tante cose che avevamo da fare ieri se l'era dimenticata pure lei. Allora siamo uscite da lì, ci siamo cambiate velocissimamente che era la sera tardi, abbiamo caricato in macchina il tappeto, i cuscini, i libri, le sedie piccole, le cartelline e siamo partite a razzo per arrivare il prima possibile. Non andava bene che nessuno della biblioteca ci fosse.
Siamo arrivate a questo nido che adesso ha vent'anni ed è ancora abbastanza speciale, ma che vent'anni fa era un nido come pochi ce n'erano. Insomma siamo arrivate lì ed era pienissimo. C'era Anna, c'era Liliana che lei è la capa dei nidi, c'era Massimo che è il nostro giardiniere/cantante, c'erano Patrizia e Rossella, c'era Luciano che come al solito mi ha fatto la battuta che sono la sua fidanzata e io come al solito gli ho risposto caro mio ti piacerebbe, c'era Sonia, c'era l'altra Anna, c'era Stefano, c'era Adriana, c'era Rita, c'era Giovanna, c'era un sacco di gente che non conosco e che non conoscerò. C'erano i vasi dei laboratori che abbiamo fatto qualche anno fa, le cose di lana cotta, i fiori di velina, le fotografie dei topolini, le fotografie delle cose fatte in biblioteca, c'erano gli strumenti musicali. Insomma c'erano tutti, l'unica che non c'era era Loretta.
E Loretta non poteva esserci perché lei se ne è andata quest'estate. Un giorno siamo arrivati al lavoro e abbiamo trovato una sua mail in cui ci salutava e ci diceva che lei non aveva più tempo, che non avremmo dovuto cercarla, ma che più in là avrebbe organizzato una festa. E ieri dopo mesi proprio una festa è stata.
Ecco a un certo punto tra tutta queste persone ho visto una donna e non c'era dubbio su chi fosse e allora mi sono avvicinata e l'ho salutata. E abbiamo iniziato a parlare e a ridere e poi a un tratto le ho raccontato una cosa che non avevo ancora raccontato ma che mi era salita agli occhi come tanti spilli leggendo quella mail estiva. Che con sua sorella ci eravamo incontrate l'ultima volta in ascensore il 1 aprile del 2008 di mattina, in Comune, lei stava andando via che era il suo primo giorno di pensione e io stavo scendendo che dopo tanti anni avevo appena firmato il mio contratto indeterminato. E che allora per festeggiare eravamo andate a prenderci un cappuccino e una bella bigné al cioccolato.
Ecco io credo che anche ieri sera a tutte e due ci sono saliti gli spilli agli occhi solo che invece ci siamo fatte solo un sorriso.