mercoledì 18 marzo 2009

trasformazioni

E' notte. Una ragazza sta guidando. Un viaggio in fondo breve. Un viaggio però lungo per lei, complicato, nonostante la macchina sia grande, robusta, veloce; nonostante la macchina sia di quelle che stanno attaccate all'asfalto. Il paesaggio, poco conosciuto, è inghiottito dal buio ma lei non lo vede neanche. Sente solo le sue mani tremare, sente solo gli occhi troppo pieni di lacrime, sente solo il cuore esplodere. La mente è vuota e piena di mille pensieri al tempo stesso.
Poi alcuni cartelli, case e strade conosciute e una frase inizia ad affiorarle sulle labbra, ricorrente, quasi ossessiva: arrivare a casa, arrivare a casa, casa, casa. Un momento di lucidità ed ecco una curva, un bar d'angolo, una siepe, un cancello che si apre. La ragazza scende dalla macchina, sente la fatica, cerca le chiavi e sale. Nonostante sia tardissimo spera di non incontrare nessuno. Apre il portone ed entra. Come dietro ad uno schermo, ad un vetro appannato, vede il tappeto davanti alla porta, il divano con il quadro grande sopra, un libro appoggiato sul tavolino, forse due. Ma sono dettagli lontani. Le arriva solo un senso di tepore, un calore diffuso che le accarezza la pelle, piacevole ma lontano. Casa, casa sua. E allora le lacrime scendono, tante, inarrestabili. Al caldo di fuori si contrappone un gelo di dentro che sarà difficile attenuare, dimenticare. Se si fermasse a riflettere forse la ragazza sentirebbe la paura di non riuscire a dimenticare.
...
Oggi la ragazza è in cucina. Tagliuzza. C'è bella musica in sottofondo. Si volta e guarda il divano che è di un insolente rosso acceso, il quadro grande (Acqua) che sembra colare colore da tutte le parti, i fiori nel vaso, tanti libri sul bracciolo e sul tavolino. C'è un bel sole primaverile fuori e le finestre sono spalancate. Entra un'aria fresca e profumata che le accarezza la pelle e le riscalda il cuore. E allora affiora un sorriso e gli occhi grandi e verdi brillano di un bel brillare.


è come un'illogica allegria
di cui non so il motivo, non so che cosa sia...
E' come se improvvisamente
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente...




2 commenti:

S.B. ha detto...

che bel post! Mi sono commosso!!

mastrangelina ha detto...

grazie :)