giovedì 10 settembre 2009

io non sembra, ma ho coraggio

Ho contato che l'anno scorso ho incontrato 1046 ragazzi. E io con 1046 ragazzi mica ci parlo di cellulari, chat, web, scarpe o t-shirt. No io ai ragazzi gli parlo di libri, gli leggo brani... Gli parlo del fatto che dove lavoro io ci si può venire per tanti motivi e che la scuola è solo uno di quei motivi e a ben guardare neanche il più importante. Roba che a questo punto ci sono di solito i prof. che mi guardano storto o intervengono incazzosetti. Mi piazzo davanti a classi intere col mio librino in mano che lì per lì quando inizio penso peccato che la finestra è chiusa perché mi butterei molto volentieri di sotto. C'è chi parla col vicino, chi ti guarda che sembra dirti "sì sì parla tanto a me non me ne frega una cippa", chi fa domande volutamente sceme, chi ti interrompe senza motivo, chi fa finta di dormire e solo una minoranza che sembra seguire. Che poi bisogna anche essere giusti. A lungo andare ti rendi conto che anche chi sembra non segua in verità ti segue. Avrei una lunga aneddotica in materia. Un po' come faccio io che quando sono alle riunioni faccio pagine e pagine di disegni sul quadernone senza scrivere niente ma in realtà non perdo neanche una parola. Solo che se uno si limitasse a guardare il quadernone avrebbe l'impressione che io faccio le riunioni a fiori, quelle geometriche, le riunioni cogli occhi... (cosa un po' da analisi questa)
Ecco, tutto questo preambolo per raccontarvi questo. Prima qui è venuto Mirko. Sedici anni circa. Uno che ormai ha finito la media da un po' ma che quando veniva agli incontri lo avresti sbattuto nel muro già sulla porta. Così anche solo per avvertimento. Ecco io e lui da un po'abbiamo un'amicizia. Lui ogni due o tre mesi finge di passare da qui, mi attacca discorso e una chiacchiera tira l'altra alla fine solo per caso troviamo un libro. Ma non un libro qualunque. Non una cosa per la scuola. No, un libro per sé, un libro che gli possa piacere. Insomma una bella responsabilità per me, anche se è per finta. Ecco, oggi mi sono presa di coraggio e a un certo punto gli ho confessato che tutto avrei pensato tranne che lui diventasse un lettore. (Il coraggio stava nel vincere il timore di rompere questo fragilissimo equilibrio) E lui mi ha risposto tutto scocciato da adolescente in piena fase di ribellione: ma io non sono un lettore, solo che mi piacciono "abbastanza" i libri che mi dai tu.. Io ho dissimulato abbiamo trovato il libro e l'ho salutato come sempre.
Solo caro mio, ora te lo posso dire, ti ho fregato :)

5 commenti:

mastrangelina ha detto...

ok me lo commento da sola.. anzi riporto tutte le belle cose che mi avete lasciato di là mettendo il
link!

sancla ha detto...

Come non sembra?
Il tuo è tra i migliori coraggi!
:)

PS: di là me l'ero persa.

Anonimo ha detto...

brava :D

chiagia

marcella aka milo ha detto...

me l'ero perso anch'io. Che libro gli hai dato stavolta?

mastrangelina ha detto...

@marcella, la vuoi sapere la verità? mica me lo ricordo :) una cosa di avventura di sicuro perché Mirko ha gusti avventurosi ma quando viene sono così impegnata in questo equilibrio sui fili che quando va via scarico.. ora vedo se lo recupero e te lo dico.
Non ci crederai ma pensavo a te ieri, anzi ero quasi decisa a scriverti. Poi sono state giornate piene e ho rimandato. Però magari uno di questi giorni lo faccio :)