mercoledì 30 settembre 2009

a ruota libera

Io stamani sono in biblioteca. Sono arrivata e senza preavviso, così, mi hanno proposto una cosa. Una cosa che in altri momenti mi avrebbe fatto toccare il cielo con un dito. La conclusione logica, naturale e in altri momenti tanto desiderata di anni di studi. Oggi però no, ho troppi dubbi. Fortuna che non devo rispondere subito e che ho un po' di ragionevole tempo e io almeno in questo sono stata intelligente e me lo sono preso, il tempo. Prima sono andata di là dalla mia capa e abbiamo parlato e tanto. A lungo. Abbiamo parlato di ieri, del fatto che sono stata male e che al pronto soccorso mi avevano detto di stare un po' a casa perché sono con le riserve un po' al limite. E io invece stamani sono qui e oggi pomeriggio ho da fare e stasera ho il corso di ballo e domani vado a fare la guida a una mostra e domani sera poi qualcosa mi invento di sicuro. Mi riempo le giornate e così non penso. Ecco mentre parlavamo di questo lei, che è una tipa assolutamente di fuori ma è straordinariamente intuitiva mi fa a brucia pelo. Ti devi togliere il paletto che ti sei messa davanti agli occhi, perché finché guardi solo quello non vedi tutte le cose che hai. Me le dici le cose che hai, elencamele. E io a elencarle le cose che ho, che sono tante e mentre le elencavo mi è spuntato anche un lacrimone. E allora lei mi ha detto. Ecco quando te le dimentichi e vedi il paletto fai una cosa pensa a queste cose e ricomincia a contare e magari scrivitele. E poi mi ha anche detto. Vedi, io rivoglio la tizia che conosco e che non è quella che è qui da un po'. Che è una tizia che emotivamente vegeta (sì ha detto proprio così). E non è che nessuno qui ha tanta voglia di far andare via quella tizia per tenersi questa che è oggettivamente una palla (sì ha detto proprio così). E io ora sono qui che penso a dove è finita quella tizia perché magari da qualche parte la ritrovo. E poi sono qui che tirerei un calcio nel culo, ma assestato bene, a quella invece che è qui e che emotivamente vegeta, perché pure io non la sopporto.
E poi ora mentre contavo ho pensato che nell'elenco delle cose belle che ho ci posso mettere anche la mia capa. Perché mi sembra una verità anche questa.

(di getto e senza rilettura)

6 commenti:

Zu ha detto...

bene, un applauso alla tua capa! (e uno a te, confidando accoglierai e farai fruttare gli stimoli ricevuti -- quelle cose che anche quando si sanno, è bello e utile sentirsi dire da un'altra voce)

Paolo Piccolo ha detto...

Ti è successa una cosa bellissima e straordinaria e tu ne stai apprezzando a pieno l'importanza. Lei ha avuto una vera "compassione" nei tuoi confronti, ti ha guidato per farti vedere le cose che per motivi a me sconosciuti non riuscivi più a vedere.
E' molto bello e devi essere davvero felice di quello che ti è accaduto.
Un caro saluto

Mauron ha detto...

Tanto di cappello alla capa, davvero. Ti vuole bene, anche lei. Un abbraccio!

cristina ha detto...

che fortuna avere una capa così, io sono capa di me stessa e non è così figo come sembra, anzi... cmq anche io a volte mi prenderei a calci nel culo volentieri perciò capisco in pieno! :P

CalMa ha detto...

Mi hai ricordato un capo che ho avuto qualche vagone d'anni fa. Quella volta non si trattò di "paletti e cose che si hanno", ma di "inquadra queste tragedie in una prospettiva lunga e vedrai che tragedie non saranno". Funziona. Il punto è che lo sai sempre dopo, mai quando serve.

mastrangelina ha detto...

@Calma, sì è vero.. e poi fai anche in tempo a ridimenticarlo :)