venerdì 29 maggio 2009

il gusto del RI

Sarà l'età, oppure sarà che ultimamente mi sento tanto cambiata ma ho capito che è esploso dentro di me il gusto del ri. No, non sono impazzita. Il gusto del ri è il gusto del ri-vedere, del ri-leggere, del ri-tornare, del ri-annodare, del ri-pensare, del ri-assaggiare, quasi questo mi concedesse una lentezza diversa, un punto di vista alternativo, un modo più pieno e gustoso di assaporare i sapori della mia vita. Tornare in un posto e vederlo con gli occhi di chi non ha l'ansia di vedere tutto ma può concedersi il lusso di godere dell'aria, del vento, del sole; rivedere un film non dovendo seguire la trama ma fermandosi sui particolari; riaprire un libro e godere delle parole, del loro concatenarsi.
Domani ritorno in Grecia. Un amico scherzando mi ha detto che al prossimo viaggio mi daranno la cittadinanza. Magari! gli ho risposto io. Lunedì ritornerò a Delfi il luogo dove cinque anni fa ho avvertito un universo dentro di me, un universo che lì per lì mi ha fatto paura; dove guardando quelle vallate di olivi e olivi e olivi e olivi e olivi mi è esplosa dentro un'emozione che non ho parole per descrivere. Un luogo dove sono già tornata e dove spero di tornare ancora. Domani ritorno e oggi mi sento felice.

martedì 19 maggio 2009

per Mario


Están en algún sitio / concertados
desconcertados / sordos
buscándose / buscándonos
bloqueados por los signos y las dudas
contemplando las verjas de las plazas
los timbres de las puertas / las viejas azoteas
ordenando sus sueños sus olvidos
quizá convalecientes de su muerte privada

nadie les ha explicado con certeza
si ya se fueron o si no
si son pancartas o temblores
sobrevivientes o responsos

ven pasar árboles y pájaros
e ignoran a qué sombra pertenecen

cuando empezaron a desaparecer
hace tres cinco siete ceremonias
a desaparecer como sin sangre
como sin rostro y sin motivo
vieron por la ventana de su ausencia
lo que quedaba atrás / ese andamiaje
de abrazos cielo y humo

cuando empezaron a desaparecer
como el oasis en los espejismos
a desaparecer sin últimas palabras
tenían en sus manos los trocitos
de cosas que querían

están en algún sitio / nube o tumba
están en algún sitio / estoy seguro
allá en el sur del alma
es posible que hayan extraviado la brújula
y hoy vaguen preguntando preguntando
dónde carajo queda el buen amor
porque vienen del odio


Solo due post fa Mario Benedetti era lì, adesso Mario Benedetti non c'è più. Si può solo ringraziarlo per le parole, per la forza, per la difesa dell'allegria e della gioia di vivere sempre e per tutto quello che ha regalato a chi lo ha seguito e, come me, anche un po' amato. No, scusate, che ha regalato e che continuerà a regalare.

domenica 10 maggio 2009

senza un perché

L'altro giorno è stata una giornata allegra. Mentre aspettavo di prendere un caffè alla macchinetta ascoltavo i discorsi di un gruppo di ragazzi poco più che ventenni. Parlavano di tutto. In pochi minuti son passati dalla politica alle vacanze, dagli esami all'Università alla birretta del sabato sera. Parlavano di sogni, di aspettative, di delusioni e di gioie. Parlavano di piccoli/grandi futuri. Diciamocelo sparavano anche delle sonore cazzate, però il più delle volte erano cazzate irresistibili, di quelle che fai fatica a non (sor)ridere.
Oggi invece è una giornata triste. Uno di quei futuri si è spezzato, si è spento il sorriso di una ragazza bella dallo sguardo sincero e dai modi deliziosi. Si è spento il futuro di un ragazzo che ha avuto paura di ricostruirsi e di guardare avanti. Nel mio stomaco e nella mia testa solo il suono di quella sirena così violentemente forte mentre chiudevo il cancello. Poi un pomeriggio a cercare un perché dove un perché non esiste.
Lunedì sarà un giorno difficile perché saremo tutti lì come lo siamo tutti i giorni ma con un sorriso in meno.